50 VOLTE DYLAN DOG – Ritratti d’autore dalla collezione di Marco Cortellazzi

sabato 30 maggio • domenica 14 giugno 2026
Museo Archeologico San Lorenzo • Via San Lorenzo, 4 • Cremona
orari di visita: orari di apertura del Museo Archeologico

inaugurazione: mercoledì 3 giugno, ore 18:00
partecipa Giovanni Freghieri
disegnano dal vivo nuovi ritratti allievi dei corsi di fumetto del Cfapaz.

50 volte Dylan

Che cos’è un’icona? Una formula riconoscibile, che si ridefinisce a seconda di chi la interpreta, intercettando sensibilità diverse. Dylan Dog, a quarant’anni dalla sua nascita, è immortale: una tessera del patrimonio culturale condiviso, impresso nell’immaginario collettivo.

Dal settembre 1986, con Dylan Dog abbiamo iniziato a esplorare una consapevolezza che il fumetto da edicola del secondo Novecento maturava via via: il mostro non è lì affinché lo sconfiggiamo. Piuttosto, affinché lo comprendiamo nelle sue implicazioni individuali e collettive. Le sue storie ci accompagnavano nell’oscurità per riconoscerla dentro noi stessi.

Dylan non è l’eroe tutto d’un pezzo: lo abbiamo visto barcamenarsi, sbagliare, vacillare, a volte vivere ai margini. Più che combattere il male, lo confronta e, in via più o meno esplicita, lo problematizza. Il mostro – l’altro per eccellenza – è presentato come il risultato di un dolore, di un trauma, di uno stigma, di un tabù: qualcosa in cui riconoscere anche una parte di noi.

La serie ha proposto nell’orizzonte del fumetto seriale una lettura sofisticata della realtà: intrattenendoci, certo, ma anche sollevando riflessioni, rifuggendo soluzioni semplici, risposte definitive. Attraverso l’intrigante gusto citazionistico per riferimenti culturali disparati, da Tiziano Sclavi in poi, Dylan Dog ci indica anche nella curiosità intellettuale una possibile via per l’educazione interiore: un’opera aperta che ha ampliato gli orizzonti dei lettori, sfruttando appieno la qualità del mezzo fumetto come ibridazione e relazione tra codici.

L’indagatore dell’incubo non è nuovo al Centro Fumetto “Andrea Pazienza”, che ne conserva albi e sceneggiature originali, e che gli ha dedicato diversi convegni e mostre. 50 volte Dylan si inscrive in questo percorso, presentando ritratti originali dalla collezione di Marco Cortellazzi. Questi pezzi di pregio, esposti in occasione dell’undicesima edizione del Porte Aperte Festival, nella prestigiosa cornice del Museo Archeologico, recano la firma di autori che hanno riletto il personaggio alla luce delle molte sensibilità in lui riflesse: a volte più crepuscolare, altre più volitivo, a volte più inquieto, altre più deciso. Un protagonista complesso – forse il più discontinuo tra gli eroi Bonelli: ma sempre Dylan Dog.

Carlotta Vacchelli

Espongono:
Lola Airaghi Giancarlo Alessandrini Sergio Algozzino Carlo Ambrosini Paolo Armitano Paolo Bacilieri Bruno Brindisi Giampiero Casertano Claudio Castellini Gigi Cavenago Fabio Celoni Raul Cestaro Gianluigi Coppola Ugolino Cossu Fabrizio De Tommaso Gabriele Dell’Otto Luca Dell’Uomo Simona Denna Carmine Di Giandomenico Maurizio Di Vincenzo Francesco Dossena Giovanni Freghieri Pasquale Frisenda Davide Furnò Sergio Gerasi Ernesto Grassani Tanino Liberatore Nicola Mari Paolo Martinello Helena Masellis Giuseppe Montanari Gabriele Ornigotti Giuseppe Palumbo Luigi Piccatto Alessandro Poli Giorgio Pontrelli Roberto Rinaldi Giulio Rincione Corrado Roi Maurizio Rosenzweig Luigi Siniscalchi Marco Soldi Angelo Stano Emiliano Tanzillo Cesare Valeri Andrea Venturi Claudio Villa